Pensioni 2024 2025 tutte le novità per uscire
- Per il 2024 sono confermati i 67 anni per uomini e donne.
Cosa c’è all’orizzonte per l’uscita dal lavoro per i futuri pensionati? Fino a quando sarà possibile andare in quiescenza anticipatamente? Al momento non ci è dato sapere. Non è possibile neanche fare delle previsioni a breve o lungo termine e ad essere onesti, diciamolo: la situazione nel 2025 non ci fa ben sperare.
Ma ora vediamo nel dettaglio le possibilità per uscire dal lavoro anticipatamente per i maturandi di quest’anno, perchè del futuro non v’è certezza.
Pensione di vecchiaia: Diamo le regole dettate dalla nuova normativa in vigore per il 2024
Non ci sono scappatoie, le finestre sono state murate, e con esse i lavoratori che non hanno trovato via di fuga, se volete andare in pensione bisogna attendere la scadenza naturale senza accedere alle formule anticipate, per poter ottenere l’assegno previdenziale di vecchiaia è necessario rispettare il requisito anagrafico. Per il 2024 sono confermati i 67 anni per uomini e donne.
Nessuna novità nemmeno sul fronte dei contributi minimi richiesti, la soglia minima rimane fissata a 20 anni. Regola applicata sia per i lavoratori dipendenti che per i lavoratori autonomi. Eccezion fatta per quanti abbiano maturato 15 anni di contributi prima del 31 dicembre 1992 o abbiano ricevuto l’autorizzazione per effettuare dei versamenti volontari prima del 15 dicembre 1992.
Pensione anticipata
Con questi requisiti nulla cambia per andare in quiescenza anticipatamente. L’ex pensione di anzianità, più volte ritoccata. Un tempo era necessario aver maturato i 35 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica, mentre oggi servono 42 anni e 10 mesi per gli uomini che scendono a 41 anni e 10 mesi per le donne. Fino al 2026 queste soglie rimangono fisse.
Con quota 103
I lavoratori hanno la possibilità di andare in pensione anticipatamente grazie a Quota 103. Per accedervi è necessario avere maturato 41 anni di contributi e 62 anni di età. Ma è necessario effettuare il ricalcolo contributivo di tutti i versamenti effettuati. La conferma per il 2024 di Quota 103 è, sostanzialmente, il primo e più importante intervento effettuato dal governo Meloni sulle pensioni. Come abbiamo accennato poc’anzi, la novità più importante è relativa al metodo di calcolo, che adesso è completamente contributivo e non più misto. Ma non solo: l’assegno previdenziale dovrà essere inferiore a quattro volte il trattamento minimo – stiamo parlando di un importo pari a 2.395 euro – mentre in passato era di cinque volte. Le finestre per potervi accedere sono state allungate a sette mesi per i lavoratori privati – in precedenza erano tre – e nove mesi per quelli pubblici – in precedenza erano sei.
L’europa dei grandi..
L’Europa può rappresentare una grande risorsa, offrendo notevoli opportunità, ma rischia anche di diventare una delusione per i suoi cittadini se non vengono stabilite basi solide. Per realizzare un progetto comune che rispetti la sovranità dei popoli e crei una vera unione tra le nazioni, è essenziale equiparare stipendi e salari al costo della vita in tutta la Comunità Europea. Attualmente, il modo in cui l’Europa è strutturata non fa che aumentare l’incertezza, l’insicurezza e la povertà tra le persone. Così com’è, l’Europa non funziona.
(S.U.E.)
Lavoratori precoci
Altra possibilità di andare in pensione anticipatamente nel 2024 è prevista per i lavoratori precoci, che hanno iniziato a svolgere la propria attività in giovanissima età. Dal 1° maggio 2017 i precoci hanno la possibilità di richiedere l’assegno previdenziale una volta che abbiano maturato 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica. Per poter andare in pensione, comunque vada, devono rispettare i seguenti requisiti:
- devono risultare disoccupati per licenziamento – anche quando viene effettuato a livello collettivo per dimissioni per giusta causa o per una risoluzione consensuale;
- devono essere dei caregiver, ossia devono assistere da almeno sei mesi in coniuge o un parente convivente con un handicap di particolare gravità;
- essere in possesso di un certificato di invalidità civile superiore o uguale al 74%;
- aver svolto dei lavori usuranti, notturni o pericolosi.
Per poter andare in pensione anticipatamente è necessario presentare una domanda di riconoscimento del beneficio entro il 1° marzo di ogni anno. In caso di esito positivo – a seguito della verifica della copertura finanziaria – è possibile presentare la domanda di pensione direttamente sul sito dell’Inps. Prorogata fino al 31 dicembre 2024, l’Ape sociale è una delle formule attraverso la quale è possibile andare in pensione anticipatamente. Anche se, rispetto al passato, sono state modificate alcune regole. L’età anagrafica è cresciuta di cinque mesi e sono stati modificati i limiti di non cumulabilità della misura con i redditi da lavoro dipendente. Al momento, infatti, chi va in pensione con l’Ape Sociale può svolgere unicamente delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale entro il limite di 5.000 euro l’anno. Grazie all’Ape sociale è possibile andare in quiescenza con 63 anni e cinque mesi. La prestazione permette di ottenere un sussidio ponte che ha un importo massimo pari a 1.500 euro lordi al mese, senza tredicesima e senza rivalutazione al costo della vita. Al raggiungimento dei 67 anni si accede alla pensione di vecchiaia.
I requisiti per accedere all’Ape sociale sono:
- aver cessato l’attività lavorativa;
- non essere titolare di altra pensione diretta;
- trovarsi in una determinata posizione: un caregiver, avere un’invalidità civile almeno al 74% o svolgere un’attività gravosa;
- avere almeno 30 anni di contributi, che salgono a 36 per quanti svolgono delle attività gravose.
Opzione donna
Opzione donna è una misura riservata alle lavoratrici. Permette di andare in pensione con 35 anni di contributi e 61 di età. Rispetto al passato si va in quiescenza un anno più tardi, mentre l’assegno previdenziale viene calcolato con il sistema contributivo.
L’età minima scende di un anno per ogni figlio, con il limite massimo di due.
Pensioni 2025, la situazione sembra peggiorare, ecco la guida per i 63, 64 o 67 anni
In previsione di una riforma delle pensioni tanto ipotetica quanto complessa, i lavoratori devono comprendere che, nel 2025, andare in pensione sarà più complicato. Anche se non sono previsti inasprimenti legati alle aspettative di vita, e quindi i requisiti per le pensioni ordinarie resteranno invariati, le pensioni del 2025 saranno più difficili da ottenere. Questa non è una previsione pessimistica o uno scenario negativo lanciato nel caso; è piuttosto una constatazione delle difficoltà oggettive che, pur in assenza di cambiamenti, renderanno l’accesso alle prestazioni più complesse.
I dubbi dei lavoratori per le loro pensioni 2025
Non si tratta di allarmismo né di una strategia per spingere i lavoratori a ritirarsi immediatamente, ma è innegabile che la situazione relativa alle pensioni del 2025 sia destinata a peggiorare. Questo peggioramento deriva dalle regole stesse che governano alcune misure, come la pensione anticipata contributiva, accessibile a 64 anni di età con 20 anni di contributi, ma solo se relativi a versamenti successivi al 31 dicembre 1995. Nel 2025, questa diventerà più difficile a prescindere dalle azioni del governo, da eventuali riforme o da modifiche come quelle apportate nel 2024. Le regole di accesso impongono requisiti stringenti che comprendono età, contributi, dati di inizio carriera e un importo soglia necessario per completare il quadro dei requisiti. Ad esempio, nel 2023 la soglia era stabilita a non meno di 2,8 volte l’assegno sociale, mentre nel 2024, per le lavoratrici con un figlio, la soglia è scesa a 2,6 volte, e per quelle con più figli a 2,8 volte. Gli altri devono raggiungere una soglia non inferiore a 3 volte l’assegno sociale.
Pensioni 2024 a 64 anni ok, ma per le pensioni 2025 forse non sarà così semplice
Come si evince dal 2024, il peggioramento è stato causato dal governo che, nella legge di Bilancio, ha inasprito l’importo soglia. Le pensioni 2023 sono state concesse ai contributi puri di 64 anni se l’importo mensile era di 1.409 euro. Nel 2024, invece, solo se l’importo è pari o superiore a 1.603 euro al mese (con soglie più basse per le lavoratrici in base ai figli). Anche se il governo non introdurrà novità, le pensioni 2025 a 64 anni diventeranno più difficili, poiché, con l’aumento dell’assegno sociale dovuto all’aumento, l’importo soglia necessario salirà inevitabile
A 67 anni tutto facile? A dire il vero peggioramenti sono attesi anche per la vecchia
Quest’anno il governo ha eliminato la soglia dell’importo della prestazione per la pensione di vecchiaia dei contributi puri, un cambiamento fino al 2023 che richiedeva un trattamento non inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale. Nel 2024 questa restrizione è stata ridotta, e ora basta un trattamento pari all’assegno sociale. Tuttavia, con l’aumento previsto dell’assegno sociale, anche le pensioni 2025 per la vecchiaia dei contributivi puri diventeranno più difficili da ottenere. Se oggi basta un trattamento pari a 534,41 euro per andare in pensione, nel 2025 questo importo non sarà più sufficiente.
Stop alle misure alternative e molti saranno i penalizzati
È importante notare che il peggioramento delle condizioni è dovuto anche alla possibile mancata conferma di alcune misure che scadranno il 31 dicembre 2024. Tre di queste sono l’Opzione Donna, la Quota 103 e l’Ape sociale. Se la scadenza sarà confermata, molte opzioni non saranno più disponibili nel 2025, come l’Anticipo pensionistico sociale, attivo dal 2017. Una situazione analoga si verifica per l’Opzione Donna, una misura sperimentale costantemente prorogata negli anni. La possibile eliminazione di questi canali contributivi porterà un’ulteriore difficoltà nel raggiungere la pensione nel 2025, riducendo la flessibilità concessa fino a oggi.
