Il Sindacato degli Stati Uniti d’Europa (S.U.E.) non si accontenta di risposte parziali. La vicenda Almasri evidenzia una volta di più la fragilità del rapporto tra giustizia internazionale, interessi geopolitici e responsabilità degli Stati.
Il S.U.E. chiede:
• Chiarezza istituzionale: spiegazioni trasparenti sul perché il mandato sia stato reso operativo solo in Italia.
• Tutela dell’impegno internazionale: il rispetto dello Statuto di Roma non può essere subordinato a logiche di convenienza politica o migratoria.
• Riforma dei meccanismi di cooperazione: serve un sistema europeo coordinato, che eviti che la gestione di casi così delicati cada solo sulle spalle di un singolo Paese.
• Responsabilità politica: chi ha deciso il rimpatrio così rapido deve rispondere non solo sul piano interno, ma anche di fronte alla comunità internazionale.
Conclusione
Il caso Almasri non è solo una vicenda giudiziaria: è uno specchio delle contraddizioni tra giustizia e politica.
Le domande rimaste aperte – sul tempismo, sulla scelta dell’Italia come teatro dell’arresto, sugli interessi bilaterali con la Libia – mostrano che le cose non nascono mai per caso.
Il S.U.E. continuerà a vigilare e a stimolare il dibattito pubblico, nella convinzione che la vera giustizia non possa essere piegata a logiche di opportunità politica, ma debba rispondere a un principio universale di verità e responsabilità.
