1. Stato attuale

Il 2025 segna un anno di importanti novità sul fronte previdenziale: rivalutazioni modeste, accesso anticipato più flessibile ma con assegni ridotti, discussioni su congelamento dei requisiti e dialogo aperto con le parti sociali.Se da un lato ciò consente maggiori uscite dal lavoro, dall’altro resta la preoccupazione per la sostenibilità e l’adeguatezza delle pensioni, soprattutto per le categorie più deboli e per i giovani che matureranno carriere contributive frammentate.

2. Criticità riscontrate
Il S.U.E. rileva alcune problematiche di fondo:
Disparità generazionale: i lavoratori più anziani possono accedere a quote e deroghe, mentre i più giovani rischiano assegni troppo bassi a causa dei coefficienti penalizzanti.
Assegni insufficienti: gli aumenti del 2,2% e la maggiorazione sociale di 8 € sono ben lontani dal coprire il costo reale della vita.
Eccessiva complessità normativa: la stratificazione di Quota 103, APE sociale, Opzione Donna e deroghe varie crea confusione e incertezza.
Previdenza complementare diseguale: solo chi ha potuto aderire beneficia di margini maggiori, lasciando indietro milioni di lavoratori precari o con bassi salari.

3. La posizione del S.U.E.
Come Sindacato degli Stati Uniti d’Europa, riteniamo che il sistema previdenziale debba essere riformato su basi di giustizia sociale, sostenibilità e inclusione generazionale.
Proponiamo:

Pensione minima europea dignitosa: garantire a tutti i cittadini un importo minimo non inferiore alla soglia di povertà relativa europea.
Semplificazione delle regole: un’unica misura di flessibilità in uscita, chiara e universale, che sostituisca l’attuale mosaico di quote e deroghe.
Tutela dei giovani e dei precari: riconoscimento dei periodi di studio, formazione, disoccupazione involontaria e lavoro discontinuo ai fini contributivi.
Finanziamento equo: una revisione della fiscalità generale e una lotta all’evasione contributiva per sostenere la previdenza senza gravare solo sui lavoratori dipendenti.
Adeguamento automatico al costo reale della vita: non solo inflazione, ma anche indici territoriali su spese sanitarie, energia e affitti.
Maggiore ruolo dei fondi complementari pubblici: garantire strumenti di previdenza accessibili anche a chi ha redditi bassi, senza costi elevati di gestione.

4. Il parere
Il S.U.E. ribadisce che il diritto alla pensione non è un privilegio, ma un pilastro di dignità sociale e di coesione europea.
Accogliamo con favore l’apertura al dialogo, ma chiediamo che esso non si limiti a misure temporanee o sperimentali. Serve una riforma strutturale, che assicuri a tutti i lavoratori – uscenti e futuri – la certezza di una vecchiaia serena, libera da povertà e precarietà.

Il S.U.E. vigilerà e continuerà a proporre soluzioni concrete, nell’interesse dei lavoratori italiani ed europei, per un sistema previdenziale equo, sostenibile e universale.

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